Quando l’antibiotico serve davvero contro l’influenza

Quando l’antibiotico serve davvero contro l’influenza
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La febbre sale, i dolori muscolari si fanno sentire, la stanchezza prende il sopravvento. Ogni inverno la scena si ripete in milioni di case italiane. E ogni volta si pone la stessa domanda: gli antibiotici possono aiutare?

La scorsa settimana in Italia sono stati stimati 950.000 nuovi casi con un totale dall’inizio della stagione di ben 5.8 milioni. Complice la maggiore convivialità e le lunghe ore trascorse in luoghi chiusi e spesso affollati, l’influenza infatti, sta dilagando.

Il grande equivoco degli antibiotici

L’influenza è un’infezione virale, causata quindi da virus e non da batteri, avvalersi di questo tipo di farmaci può avere solo effetti collaterali e nessun vantaggio. La questione non è nuova, eppure persiste una confusione diffusa sul loro utilizzo.

Il dottor Luigi Ferrara, direttore di Medicina Interna 2 all’ospedale Cardarelli di Napoli, traccia una linea netta. Gli antibiotici vanno prescritti solo nel sospetto di una sovrainfezione batterica, come un’infezione delle prime vie aeree alte o una polmonite.

Talvolta può succedere che il medico, in particolare quello di Medicina Generale, preso dalla fretta o per superficialità, possa agire determinando una prescrizione eccessiva di farmaci. Nella maggioranza dei casi però la prescrizione avviene solo in situazioni specifiche, come appunto il sospetto di una sovrapposizione batterica.

Cosa fare davvero quando arriva l’influenza

La terapia appropriata per i sintomi influenzali è più semplice di quanto si pensi. Come terapia farmacologica, ricorrere ad antipiretici e antinfiammatori solo se la temperatura è superiore a 38°, altrimenti si può anche attendere.

Fondamentale mantenersi idratati perché la sudorazione profusa può portare a disidratazione. Il riposo resta un alleato prezioso, spesso sottovalutato in un mondo che chiede di essere sempre operativi.

Le regole della prevenzione

La battaglia contro l’influenza si vince prima che arrivi. Rispettare le norme igieniche di base che vengono consigliate da sempre: lavarsi spesso le mani, fare attenzione all’esposizione al freddo e evitare i luoghi chiusi e affollati perché l’influenza si trasmette per via aerea attraverso le particelle emesse durante la respirazione.

Il problema della resistenza

Dietro l’uso inappropriato degli antibiotici si nasconde una minaccia silenziosa ma crescente. Promuovono la resistenza agli antibiotici rendendoli meno efficaci quando servono in caso di infezioni batteriche, richiedendo di conseguenza, l’utilizzo un antibiotico più forte. I batteri nel tempo tendono a difendersi con delle mutazioni, determinando il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.

Gli antibiotici agiscono solo contro batteri, non contro virus come quelli dell’influenza o del Covid. Assumerli senza indicazione medica non solo è inutile, ma può contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future.

Quando serve davvero la prescrizione

Esistono situazioni specifiche in cui il medico può valutare l’opportunità di prescrivere un trattamento antibiotico. La febbre che persiste oltre quattro o cinque giorni, la tosse con espettorato purulento, il respiro affannoso o il dolore al torace possono segnalare una complicazione batterica.

Innanzitutto l’antibiotico deve essere sempre prescritto dal medico. Nessuna automedicazione, nessun riutilizzo di vecchie confezioni rimaste in casa. La valutazione clinica resta insostituibile.

In Italia esiste già un problema di sovraprescrizione di antibiotici, un fenomeno che richiede un cambio di cultura sia tra i professionisti sanitari sia tra i pazienti. La cura dell’influenza passa attraverso pazienza, riposo e consapevolezza, non attraverso scorciatoie farmacologiche che alla lunga si rivelano controproducenti.

Danila

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