Mercati finanziari: l’analisi tecnica tra rimbalzi e nuove fasi ribassiste

Mercati finanziari: l’analisi tecnica tra rimbalzi e nuove fasi ribassiste
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Il recupero delle borse maschera una fragilità strutturale

Il rimbalzo osservato sui listini azionari va interpretato come una reazione tecnica dopo una fase di ipervenduto, piuttosto che come l’inizio di una nuova tendenza rialzista. Il rimbalzo delle Borse visto da ieri è da configurare come un recupero da eccesso di venduto. L’analisi condotta da Pietro Paciello, CEO della Paciello Trading Academy, evidenzia come questa dinamica temporanea non modifichi il quadro generale di debolezza.

La prospettiva resta ribassista, senza aspettative di crolli drammatici ma con margini per ulteriori discese. Sono ancora ribassista convinto su questo mercato, anche se non mi aspetto dei crolli straordinari. Ritengo che sia un mercato molto adatto al trading e in tal senso è indicativo l’andamento del Nasdaq, uno degli indici più sensibili alle dinamiche di cui stiamo parlando.

Nasdaq: il doppio massimo che preoccupa gli operatori

L’indice tecnologico americano ha completato una figura grafica particolarmente significativa. Anche l’indice tecnologico ha realizzato un perfetto doppio massimo a 15.250 punti e da lì ha avviato un arretramento che sta sfiorando quasi i 900 punti. Questa configurazione tecnica suggerisce una perdita di momentum che potrebbe trascinare le quotazioni verso livelli inferiori.

Dal punto di vista dell’analisi grafica, mancano supporti strutturati che possano fermare l’eventuale discesa. Per me il ribasso non è finito, nel senso che dal punto di vista grafico non vedo aree tecniche particolarmente strutturate. Per il momento classifico il moderato rimbalzo attuale come fisiologico, convinto che si possa scendere ancora un po’ e parlando del Nasdaq dire almeno fino ad area 14.000 se non qualcosa di più.

Dollaro e valute: la resistenza chiave del dollar index

I principali cross valutari seguono con precisione l’andamento generale della divisa americana. I due crosso si muovono in perfetta coerenza in questo momento con l’andamento generale del dollaro. Se diamo un’occhiata al dollar index che è il quadro di riferimento per le valute contro dollaro, notiamo che ha appena raggiunto una piccola area di resistenza a 100.20 e sarebbe il terzo punto di contatto superiore di un’ipotetica trendline.

Questo livello rappresenta un punto di osservazione cruciale per comprendere le prossime mosse delle coppie euro-dollaro e delle altre principali valute. Il terzo contatto con una resistenza tecnica può costituire un momento decisivo per la conferma o il rifiuto del trend in atto.

Oro: intrappolato in un triangolo senza direzione

Il metallo prezioso si trova attualmente in una zona di mercato particolarmente ostica per chi cerca opportunità operative. Per l’oro è ancora presto per trarre degli spunti operativi, considerando che siamo in un triangolo molto ampio che vede una resistenza a 2.760 dollari e un’area supportiva a 1.835 dollari. Al momento siamo a metà tra questi due livelli e la zona attuale non è facile operativamente parlando.

Gli sviluppi significativi arriveranno quando le quotazioni raggiungeranno gli estremi di questo ampio range laterale. Allorquando il gold dovesse raggiungere uno dei due livelli indicati, lì osserveremo dei movimenti direzionali abbastanza consistenti, ma al momento l’oro rimane un asset da comprare sulla debolezza, ma forse poco adatto alla speculazione di breve.

Strategia d’attesa per il lungo termine

La posizione intermedia dell’oro all’interno del triangolo suggerisce prudenza per chi opera con orizzonti temporali ridotti. Gli investitori di lungo periodo potrebbero invece considerare accumuli graduali nelle fasi di debolezza, pur riconoscendo che l’assenza di direzionalità limita le opportunità speculative immediate.

Petrolio: doppio minimo e prospettive rialziste

L’oro nero ha attraversato un processo di normalizzazione dopo le turbolenze recenti. La storia recente del petrolio se vogliamo segue un po’ quella del rublo, nel senso che tutti quegli asset che avevano subito dei movimenti magari troppo volatili, hanno poi normalizzato il loro andamento. Il petrolio è un esempio straordinario di ciò ed è da notare che il minimo di ieri in area 93,5 dollari è abbastanza significativo perchè corrisponde a quello toccato a metà marzo.

La formazione di un doppio minimo tecnico rafforza l’ipotesi di un rimbalzo verso l’alto. Siamo in presenza quindi di un doppio minimo intermedio, che a mio parere dovrebbe riportare verso l’alto il petrolio, da valutare a mio avviso sempre in ottica rialzista e non ribassista. La zona dei 93,5 dollari è quindi di accumulazione, anche per il fatto che tale soglia non è stata violata. In sintesi l’oro nero è da accumulare intorno ai valori attuali, con primo obiettivo area 103 dollari.

Zone di accumulazione strategica

I livelli attuali del petrolio rappresentano un’area interessante per costruire posizioni long, con la tenuta della soglia critica che conferma la solidità del supporto tecnico. L’obiettivo a 103 dollari offre un potenziale di apprezzamento significativo rispetto alle quotazioni correnti, rendendo la commodity attraente per strategie di medio termine.

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