Cosa nasconde il restyling della Xiaomi SU7: la berlina elettrica che ha sbaragliato Tesla in Cina
C’è qualcosa di particolare nel modo in cui Xiaomi ha annunciato l’aggiornamento della SU7. Niente evento spettacolare, nessuna presentazione roboante. Solo un post su Weibo e l’apertura dei preordini. Come se fosse normale, per un’azienda che produce smartphone da quindici anni, ritoccare la propria berlina elettrica meno di due anni dopo il debutto. E invece quella normalità apparente nasconde numeri che farebbero tremare i polsi ai costruttori tradizionali.
Indice
I numeri che contano davvero
La potenza dei modelli Standard e Pro passa da 299 CV a 320 CV, mentre la versione Max con doppio motore arriva a 690 CV, abbandonando i precedenti 673. Ma è sull’autonomia che il salto diventa significativo. Il modello Standard raggiunge 720 km nel ciclo CLTC, il Pro tocca 902 km e il Max si ferma a 835 km. Cifre che sulla carta superano gran parte della concorrenza, compresa quella di Tesla Model 3.
Il prezzo? Si parte da 229.900 yuan per arrivare a 309.900 yuan, circa 28.150 e 37.950 euro. Un aumento rispetto alla precedente generazione, giustificato dall’equipaggiamento che adesso è diventato standard su tutta la gamma.
LiDAR per tutti, finalmente
Fino a ieri la versione base ne era sprovvista. Con il nuovo aggiornamento della Xiaomi SU7, tutti i modelli sono ora dotati di LiDAR. Non è un dettaglio secondario: significa che anche chi acquista l’ingresso di gamma avrà accesso alle funzionalità di guida assistita più avanzate. La potenza di calcolo per tutte le versioni della berlina elettrica è pari a 700 TOPS, rispetto al precedente massimo di 508 TOPS.
Tradotto: la capacità del sistema di elaborare dati in tempo reale cresce del 38%. Tutti i modelli sono ora dotati del sistema di assistenza alla guida Xiaomi HAD, l’equivalente del Navigate on Autopilot per capirci.
Una piattaforma che spinge oltre
I tecnici lo sanno: alzare il voltaggio significa migliorare l’efficienza. La piattaforma è passata da 400V a 752V per i modelli Standard e Pro, mentre il Max avanza da 871V a 897V. Quest’ultimo dato significa sfiorare la soglia dei 900 volt, un territorio ancora poco esplorato nel settore automotive. Il vantaggio pratico? Il modello Max può ricaricare da 510 km a 670 km in appena 15 minuti.
Tutte le Xiaomi SU7 2026 sono adesso equipaggiate con il motore V6s Plus, lo stesso montato sul SUV YU7. Una scelta che semplifica la produzione e permette economie di scala.
Sicurezza e dettagli che pesano
Il numero di airbag è aumentato da 7 a 9. La struttura mista in acciaio e alluminio con resistenza massima di 2000 MPa ora presenta travi anticollisione delle porte in acciaio formato a caldo da 2200 MPa come standard. Numeri tecnici che si traducono in una gabbia più rigida in caso di impatto laterale.
Sul fronte estetico, arriva la nuova colorazione Capri Blue. I cerchi da 20 pollici mantengono le dimensioni, ma la larghezza degli pneumatici posteriori passa da 245 a 265 mm, migliorando l’aderenza in accelerazione. All’interno, Xiaomi SU7 offre ora la nuova variante Dark Black oltre all’Obsidian Black.
Quando arriva e chi può averla
Le prevendite sono già partite ma per vederla sulle strade della Cina bisognerà attendere ancora qualche mese dato che le vendite ufficiali inizieranno ad aprile. I clienti che hanno già ordinato la ‘vecchia’ SU7 possono passare al modello aggiornato senza costi aggiuntivi fino al 10 gennaio.
Resta da vedere se questo aggiornamento rafforzerà ulteriormente la posizione di Xiaomi nel mercato cinese delle auto elettriche, dove ha già superato Tesla nella fascia sopra i 200.000 yuan. I numeri dichiarati lasciano pochi dubbi sulle intenzioni: questa non è una semplice operazione di restyling, ma un messaggio chiaro rivolto ai competitor.
