Condono fiscale 2026: scatta il ravvedimento per chi ha scelto il Concordato
La stagione delle sanatorie fiscali si apre con una novità riservata. Dal 1° gennaio 2026 è possibile aderire per fatti concludenti al ravvedimento speciale per gli anni di imposta 2019 e 2023, ma l’accesso presenta un filtro stringente: il ravvedimento speciale è un condono fiscale riservato ai titolari di partita Iva, soggetti ISA, che abbiano aderito entro il 30 settembre 2025 al Concordato preventivo biennale.
Indice
La porta d’ingresso al condono
Il meccanismo si configura come uno scudo contro futuri accertamenti. Il ravvedimento speciale consente ai soli aderenti al CPB 2025-2026 di sanare le annualità ancora accertabili (dal 2019 al 2023) versando un’imposta sostitutiva con una forte limitazione del potere di accertamento dell’amministrazione finanziaria. La questione diventa più articolata quando si esaminano i destinatari effettivi della misura.
Possono beneficiare del regime di ravvedimento speciale i contribuenti che hanno applicato gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA); oppure, hanno dichiarato una causa di esclusione dagli ISA correlata alla diffusione della pandemia da COVID-19; oppure, hanno segnalato una condizione di non normale svolgimento dell’attività; oppure, hanno dichiarato una causa di esclusione dagli ISA connessa all’esercizio di due o più attività d’impresa non riconducibili al medesimo indice.
Una procedura senza moduli da compilare
L’aspetto procedurale rivela una semplificazione inattesa. L’adesione al ravvedimento speciale non richiede la presentazione di una specifica domanda. Per comunicare la volontà di applicare la sanatoria abbinata al concordato preventivo biennale 2025/2026 è sufficiente presentare il modello F24. Per fatti concludenti vuol dire che il contribuente interessato calcola per singolo anno di imposta l’importo dovuto e lo versa utilizzando i codici tributo specifici individuati per il ravvedimento speciale.
I codici tributo per il ravvedimento speciale sono stati individuati con la Risoluzione 72 del 18 dicembre 2025 dell’Agenzia delle Entrate: il codice 4089 per le persone fisiche e il codice 4090 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.
Tempistiche e modalità di pagamento
La finestra temporale presenta margini ristretti ma con flessibilità nel versamento. L’opzione per il ravvedimento deve essere esercitata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2026, attraverso la presentazione, per ciascuna annualità interessata, del modello F24 relativo al pagamento della prima o unica rata delle imposte sostitutive.
È possibile rateizzare il pagamento in un massimo di dieci rate mensili, con interessi calcolati al tasso legale a partire dal 15 marzo 2026. La struttura del versamento ricalca lo schema già sperimentato nella precedente edizione, sebbene con un numero ridotto di rate disponibili rispetto ai ventiquattro mesi concessi in passato.
Gli strumenti a disposizione dei contribuenti
Nel Cassetto fiscale i contribuenti interessati trovano a disposizione una nuova “Scheda di sintesi” aggiornata per il CPB 2025/2026, che comprende una sezione dedicata all’istituto del ravvedimento speciale. La messa a disposizione di strumenti informativi mira a facilitare il calcolo delle somme da versare, basato su parametri predefiniti legati al reddito dichiarato e al voto ISA conseguito.
Non è necessario presentare alcuna dichiarazione integrativa, poiché l’importo non è legato a specifiche violazioni, bensì a parametri quali il reddito dichiarato e il punteggio ISA. La natura forfettaria della base imponibile distingue questa procedura dal classico ravvedimento operoso.
I limiti dello scudo fiscale
La protezione offerta non configura un condono tombale completo. Il vantaggio principale è una forte limitazione del potere di accertamento: per le annualità sanate, sono preclusi gli accertamenti analitici, analitico-induttivi e induttivi puri. La tutela si estende, seppur parzialmente, anche all’ambito IVA. Non si tratta, però, di un condono tombale, restando possibili, ad esempio, i controlli sui crediti d’imposta agevolativi.
L’opzione per il ravvedimento non potrà essere applicata in caso di versamento della prima o unica rata dopo la notifica di processi verbali di constatazione o schemi di atto di accertamento ovvero di atti di recupero di crediti inesistenti. La tempistica assume quindi rilevanza non solo per il rispetto della scadenza formale ma anche per preservare l’accesso al beneficio.
La scelta selettiva delle annualità
I contribuenti possono scegliere le singole annualità per le quali aderire al ravvedimento speciale, infatti, si attende una bassa adesione all’anno di imposta 2019 in quanto prossima la prescrizione. La possibilità di selezionare gli anni da regolarizzare introduce un elemento di strategia nella gestione del rapporto con il fisco, consentendo valutazioni differenziate in base al rischio di accertamento e alla convenienza economica.
Possono essere regolarizzate le imposte sui redditi (Irpef e Ires) e Irap, delineando un perimetro tributario definito che esclude altre forme di imposizione indiretta.
