Assegno Unico 2026: ecco gli aumenti in arrivo e le scadenze da non mancare
Il 2026 porta con sé modifiche sostanziali per chi beneficia dell’Assegno Unico Universale. Due incrementi distinti interesseranno le famiglie italiane nei prossimi mesi, ma sarà fondamentale prestare attenzione alle scadenze per non vedersi sfumare i nuovi importi.
Indice
La rivoluzione degli importi a gennaio
Il primo adeguamento è già operativo dal 1° gennaio. Gli importi base hanno subito una rivalutazione dovuta all’inflazione, con conseguente aggiornamento delle cifre mensili. Per ogni figlio minorenne, le famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro riceveranno 199,40 euro al mese, un incremento rispetto ai 196,90 euro del 2025.
La scala degli importi decresce progressivamente all’aumentare dell’ISEE. Con attestazione compresa tra 17.090,61 e 45.574,96 euro, l’assegno si riduce gradualmente fino a toccare i 57,30 euro mensili. Chi supera questa soglia o non presenta l’ISEE dovrà accontentarsi dell’importo minimo.
Le maggiorazioni che fanno la differenza
Oltre all’importo base, esistono numerose maggiorazioni che possono incrementare significativamente il sussidio mensile. Le famiglie numerose con almeno tre figli ricevono 96,90 euro aggiuntivi per ciascun componente, a patto che l’ISEE non superi i 45.574,96 euro.
Per i nuclei con ISEE sotto i 45.574,96 euro, sono previsti ulteriori 172,20 euro mensili per ogni figlio di età inferiore a un anno. Una maggiorazione di 96,90 euro spetta invece per ciascun figlio tra uno e tre anni di età. Le famiglie con entrambi i genitori lavoratori possono contare su un bonus extra che varia da 34,50 a 68,90 euro mensili, sempre in base all’ISEE.
Il secondo aumento legato all’ISEE
Ma la vera svolta arriverà successivamente. Il secondo incremento dipenderà infatti dalla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica per il calcolo dell’ISEE 2026. Senza questo documento aggiornato, le famiglie continueranno a percepire gli importi minimi, perdendo potenzialmente centinaia di euro ogni mese.
La procedura richiede la compilazione della DSU attraverso i canali ufficiali dell’INPS o rivolgendosi ai CAF. Una volta presentata la documentazione, l’Istituto ricalcolerà automaticamente gli importi spettanti in base alla nuova situazione economica del nucleo familiare.
Scadenze e tempistiche da rispettare
La tempistica riveste un ruolo cruciale. Chi ha già un’ISEE valido del 2025 continuerà a ricevere l’assegno senza interruzioni, ma dovrà comunque rinnovare la certificazione entro il 28 febbraio per mantenere gli importi più elevati. Il ritardo nella presentazione comporterà l’erogazione dell’importo minimo fino all’aggiornamento.
Per i nuovi richiedenti, la domanda va inoltrata esclusivamente tramite il portale INPS, utilizzando SPID, CIE o CNS. Il sistema calcola automaticamente l’importo spettante sulla base dei dati ISEE forniti e della composizione del nucleo familiare.
Figli maggiorenni e disabili: regole specifiche
I figli maggiorenni fino a 21 anni mantengono il diritto all’assegno se studiano, frequentano corsi professionali, svolgono tirocini o sono registrati come disoccupati presso i servizi per l’impiego. Per questa fascia d’età, l’importo massimo con ISEE basso ammonta a 96,90 euro mensili.
Le famiglie con figli disabili possono contare su maggiorazioni sostanziali. Per i minori con disabilità grave, il bonus aggiuntivo raggiunge i 119,60 euro al mese. Anche i maggiorenni disabili mantengono il diritto all’assegno senza limiti di età, con importi che variano in base al grado di invalidità certificata.
Arretrati e conguagli in arrivo
Chi presenterà l’ISEE aggiornato dopo aver già ricevuto pagamenti con l’importo minimo non perderà le differenze. L’INPS provvederà infatti a erogare gli arretrati spettanti attraverso conguagli nei mesi successivi, una volta completato il ricalcolo degli importi dovuti.
Il sistema di erogazione rimane invariato: i pagamenti vengono accreditati tra il 15 e il 20 di ogni mese sul conto corrente o sulla carta indicata nella domanda. Per verificare lo stato della pratica e gli importi percepiti, le famiglie possono accedere all’area personale del sito INPS.
