Al Lingotto Fiere ventimila studenti cercano la propria strada

Al Lingotto Fiere ventimila studenti cercano la propria strada
Tempo di lettura: 3 minuti

Il 23 e 24 ottobre il Lingotto Fiere ha aperto le porte a oltre 20mila giovani in cerca di risposte. Studenti che si aggirano tra gli stand, volti concentrati, domande precise. Il Salone dello Studente torna nella sua decima edizione torinese con un obiettivo chiaro: aiutare chi sta per affrontare la scelta post-diploma.

Il peso di una decisione

Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della regione nel 2024/25 sono 180.374. Numeri che raccontano una generazione intera davanti a un bivio. Tra questi, oltre 33mila affronteranno l’Esame di maturità e dovranno decidere quale percorso intraprendere.

Nei padiglioni si respira un’atmosfera particolare. C’è chi prende appunti, chi fotografa le brochure, chi si siede a parlare con i rappresentanti delle università piemontesi. L’evento ospita circa cento realtà formative: atenei, scuole di specializzazione, accademie, aziende. Un ecosistema complesso dove perdersi è facile.

Quando domanda e offerta non si incontrano

Dietro le quinte del Salone si muove un problema strutturale. Secondo i dati di ottobre 2024 di Excelsior, risulta difficile da reperire il 51,7% dei profili ricercati dalle imprese piemontesi. Le ragioni? Mancanza di candidati (34,3%) e inadeguata preparazione (13,5%).

Il convegno “Torino – Spazio al Futuro” promosso dall’Unione Industriali Torino ha permesso ai giovani di incontrare i rappresentanti di aziende del territorio e confrontarsi sui temi del lavoro. Il mercato richiede competenze specifiche, i ragazzi cercano percorsi che abbiano senso. Le imprese piemontesi hanno programmato 98.350 contratti tra settembre e novembre 2024, eppure il match resta complicato.

I settori in affanno

Tra gli indirizzi con maggiori criticità figurano il chimico-farmaceutico, sanitario e paramedico e linguistico. Settori che faticano ad attrarre talenti, nonostante le opportunità. Un paradosso che il Salone dell’orientamento prova ad affrontare mettendo faccia a faccia studenti e realtà lavorative.

Intelligenza artificiale e didattica del futuro

Parallelo al percorso degli studenti, il Salone ha dedicato spazio ai docenti. Il programma degli incontri, molti dei quali garantiscono crediti per la formazione continua, ha affrontato temi come l’intelligenza artificiale nella didattica, internazionalizzazione ed educazione finanziaria.

L’AI è entrata prepotentemente nel dibattito educativo. I professori cercano strumenti per integrarla senza perdere il controllo del processo formativo. La tecnologia avanza, la scuola deve stare al passo. O almeno provarci.

Una generazione che sceglie i valori

Secondo Confindustria Piemonte, il 64% dei millennials non lavorerebbe in un’impresa non socialmente responsabile. Un dato che ribalta le priorità. Non basta lo stipendio, serve coerenza. I ragazzi vogliono aziende che rispettino l’ambiente, che investano nella comunità, che abbiano un’etica.

Al Salone si è parlato di sostenibilità, legalità nel lavoro, lotta al caporalato. Temi che fino a qualche anno fa restavano ai margini degli eventi di orientamento. Oggi sono centrali. La Polizia di Stato ha organizzato incontri per presentare le professioni sanitarie e tecniche. Plastic Free ha sensibilizzato sull’inquinamento. Il Premio Adriano Olivetti ha premiato progetti innovativi.

Crediti e certificazioni

Partecipare non è stato solo un modo per informarsi. La partecipazione agli eventi consente l’ottenimento di crediti PCTO, riconosciuti dai percorsi di alternanza scuola-lavoro. Un incentivo concreto per chi altrimenti avrebbe esitato.

L’ingresso è rimasto gratuito, previa registrazione online. Una scelta che ha permesso l’accesso a tutti, senza barriere economiche. Perché orientarsi è un diritto, non un privilegio.

Cosa resta dopo due giorni

Quando i padiglioni si svuotano, rimangono le domande. Quale università scegliere? Vale la pena iscriversi agli ITS Academy, che vedono crescere gli iscritti? Meglio puntare su un percorso accademico tradizionale o su una formazione tecnica specialistica?

Le università piemontesi sono frequentate da 128.131 studenti, distribuiti tra quattro atenei. Numeri importanti, ma che raccontano solo una parte della storia. C’è chi decide di lavorare subito, chi sceglie percorsi all’estero, chi si prende un anno per capire.

Il Salone offre informazioni, contatti, prospettive. La scelta però resta personale. Intima. E spesso difficile da fare a diciotto anni, quando il futuro sembra lontano e vicinissimo allo stesso tempo.

Francesco

Mi piace aggiustare, creare e modificare cose ed è una passione che mi porto dietro da tanti anni. Nel 2015 ho deciso di condividere questa mia passione con voi tramite questo blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *